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    May 03

    dedicato sl al mio migliore amico....ke nn mi tradisce e nn mi tradirà mai!!

    Gli animali fanno bene alla famiglia, ai grandi e ai piccini: suscitano sorrisi, risate, tengono compagnia e guariscono la depressione.
    Che i cristiani debbano amare gli animali, si sa almeno dai tempi di San Francesco , che parlava alle tortorelle, convertiva il lupo di Gubbio e insegnava che "Animale" del resto deriva da "anima" cioè significa un essere che ha vita e che è animato. Sono animali le bestie, è animale l'uomo. Tutti siamo animali.

    " Colui che non rispetta la vita, non la merita"
    "L'uccisione di un animale verrà considerata alla stessa stregua dell'uccisione di un uomo".

    Leonardo Da Vinci

    "Dei barbari afferrano questo cane, che supera tanto l'uomo in amicizia; lo inchiodano su una tavola, e lo sezionano vivo.....
    Rispondimi, meccanicista, la natura ha forse sistemato tutte le molle del sentimento in quest'animale perché non senta?"

    Voltaire

    “Ogni impulso di uccidere gli animali senza giustificazione, ogni maltrattamento e ogni crudeltà verso di loro, vanno senz’altro condannati. Anche perché tale comportamento esercita una nefasta influenza sull’animo dell’uomo e tende a renderlo abietto.”

    Papa Pio XII

    "Di tutti i crimini neri che l'uomo commette contro Dio ed il
    Creato, la vivisezione è il più nero".

    Mahatma Gandhi

     

    “Facciamo sì che il miglior Amico dell’uomo, abbia nell’uomo il suo migliore amico”
    A.G.

    “Secondo la mia mentalità la vita di un cane non è meno preziosa di quella di un essere umano.
    Ritengo che più una creatura sia importante, più diritto abbia alla protezione dalla crudeltà dell’uomo”

    Ghandi

     

    “Il cane resta accanto al padrone nella prosperità e nella povertà, nella salute e nella malattia.
    Pur di stare al suo fianco dorme sul terreno gelido, quando soffiano i venti invernali e cade la neve.
    Bacia la mano che non ha cibo da offrirgli, lecca le ferite e le piaghe causate dallo scontro con la durezza del mondo. Veglia sul sonno di un povero come se fosse un principe.”

    “Tu sei, cane mio, l’unico vero amico. Cosa ho fatto per meritare la dedizione che mi concedi?
    Quando rientro a casa mi vieni incontro scodinzolando e ti accucci ai miei piedi.
    Mi ripaghi così dei sacrifici e delle fatiche della giornata di lavoro”

    F. Siano

     

    “Il cane ha una capacità incredibile di intuire quello che stiamo pensando ed anche i nostri sentimenti……E’ capace di superare la barriera della mente ogni volta che lo desidera.”

    "Gli animali non solo provano affetto, ma desiderano essere amati"

    C.H. Darwin

    “Non dobbiamo guadagnarci la sua fiducia e la sua amicizia. E’ nato per essere nostro amico: quando i suoi occhi sono ancora chiusi lui già crede in noi, prima ancora di  nascere ha già dato se stesso all'uomo"

    M. Maesterlinck

    Che cosa ha in più l'uomo della bestia? Niente, non c'è che un medesimo soffio di vita per tutti....L'uomo giusto ha cura della vita del proprio animale: soltanto gli empi gli usano crudeltà.

    S. Bibbia

    "Fratelli, amate ogni creatura e tutto l'universo....Amate gli animali, perchè Dio ha dato loro il principio del pensiero e una serena gioia. Non turbatela, quindi, non tormentateli, non opponetevi alla suprema volontà"

    F. M. Dostoevskij

    "Quando muore un fedele animale di casa, piangilo, ma sostituisci al dolore l'affetto di un nuovo amico. Troverai in strada o in rifugio qualcuno che non rimpiazzerà mai chi l'ha preceduto, ma saprà regalarti nuove emozioni ed un ritrovato sorriso"

    C. Baudelaire

    "Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà"

    Emile Zola

    "L'uomo è l'unico animale che arrossisce, ma è anche l'unico che ne ha bisogno"

    Mark Twain
    E' solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un'anima di specie diversa da quella degli animali"

    Voltaire
    Se cercate le cose preziose e dal valore inestimabile non entrate in una oreficeria, tirate avanti di fronte ad una pellicceria, non contate sulle promesse degli uomini.
    Se volete conoscere la fiducia, la fedeltà, l’amore incondizionato, la lealtà non soffermatevi davanti alle parole dei vostri simili: entrate in un canile
    Non esiste niente di più prezioso del riflesso dorato del pelo di un cane, più splendente dei suoi occhi neri, di più unico del suo amore.

    Enrica Boiocchi

    Gli animali non possono parlare, ma come possiamo io e te non parlare per loro e astenerci dal rappresentarli? Ascoltiamo, noi tutti, il loro silenzioso pianto di agonia e aiutiamo quel pianto a essere ascoltato nel mondo.

    Rukmini Devi Arundale

    Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni.

    Albert Einstein
    La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.

    M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948)
    Noi non abbiamo due cuori - uno per gli animali, l'altro per gli umani. Nella crudeltà verso gli uni e gli altri, l'unica differenza è la vittima.

    Alphonse de Lamartine
    Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove gli animali agonizzano senza cibo e senz'acqua diretti al macello.

    Marguerite Yourcenar
    Gli uomini fanno agli animali ciò che sono capaci di fare ai propri simili: gli allevamenti di bestiame e i macelli sono il prototipo dei campi di concentramento così come c'è analogia tra l'uso degli insetticidi e le armi chimiche, e via dicendo.

    S. Mordysnky

     

    La carne, il sangue, i visceri, tutto ciò che ha palpitato e vissuto gli ripugnavano... poiché alla bestia duole morire come all'uomo, e gli dispiaceva digerire agonie...

    Marguerite Yourcenar, "L'opera al nero"

     

    Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto?
    Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.

    Charlotte Probst

    Una volta scoprii Eduardo De Filippo che parlava con un cane. Eravamo a Bari, davanti al Teatro Piccinni. Con discrezione ascoltai. Sembrava un colloquio amichevole e abituale. L'uomo parlava a bassa voce, fitto fitto.
    Il cane ascoltava compreso, scodinzolando. Eduardo chiedeva al cane, un bellissimo esemplare multirazziale, pezzato, con uno sguardo dolcissimo, "A chi sei cane?". Pensai di non aver capito e drizzai le orecchie, come, del resto, fece anche la bestiola. Eduardo chiese ancora: "Ne', si può sapere a chi sei cane?". Il cane rispose con un guaito che era un lamento come per dire: "Caro Maestro, purtroppo non sono cane a nessuno. Mi piacerebbe molto essere cane a qualcuno ma, evidentemente, sono figlio di un Dio minore e, quindi, non sono cane a nessuno". Eduardo capì, lo accarezzò sconsolato come per dirgli che avrebbe voluto che potesse diventargli cane, ma che non poteva, che non doveva e che la sua vita e il suo lavoro glielo impedivano.
    Si allontanò meditabondo verso l'ingresso del palcoscenico e io lo accompagnai, consapevole che quel cane ci avrebbe seguito con lo sguardo triste di chi non è cane a nessuno. Eduardo non parlava e io non mi azzardavo a rompere la sua magistrale pausa di silenzio, poi mi disse: "Quando si nasce cane è meglio nascere cane <a qualcuno>. Solo allora compresi il mirabile dativo di possesso, con il quale sanciva il rapporto strano e bellissimo tra questo umile amico dell'uomo e l'uomo quando l'uomo è onesto. Un rapporto che migliora entrambi i contraenti. Forse perché uno è una bestia.
    Michele Mirabella

    Ode al cane
    di Pablo Neruda

    Il cane mi domanda
    e non rispondo.
    Salta, corre pei campi e mi domanda senza parlare
    e i suoi occhi sono due richieste umide,
    due fiamme liquide che interrogano
    e io non rispondo, non rispondo perché non so,
    non posso dir nulla.
    In campo aperto andiamo uomo e cane.
    Brillano le foglie come se qualcuno le avesse baciate a una a una,
    sorgono dal suolo tutte le arance a collocare piccoli planetari
    su alberi rotondi come la notte, e verdi,
    e noi, uomo e cane, andiamo a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
    nella campagna cilena, fra le limpide dita di settembre.
    Il cane si ferma, insegue le api, salta l'acqua trepida,
    ascolta lontanissimi latrati, orina sopra un sasso,
    e mi porta la punta del suo muso, a me, come un regalo.
    E' la sua freschezza affettuosa, la comunicazione del suo affetto,
    e proprio lì mi chiese con i suoi due occhi,
    perchè e' giorno, perchè verrà la notte, perchè la primavera
    non portò nella sua canestra nulla per i cani randagi, tranne inutili fiori, fiori, fiori e fiori.
    E così m'interroga il cane
    e io non rispondo.
    Andiamo uomo e cane uniti dal mattino verde,
    dall'incitante solitudine vuota nella quale solo noi esistiamo,
    questa unità fra cane con rugiada e il poeta del bosco,
    perchè non esiste l'uccello nascosto,
    ne' il fiore segreto, ma solo trilli e profumi per i due compagni:
    un mondo inumidito dalle distillazioni della notte,
    una galleria verde e poi un gran prato,
    una raffica di vento aranciato,
    il sussurro delle radici,
    la vita che procede,
    e l'antica amicizia,
    la felicità d'essere cane e d'essere uomo trasformata in un solo animale
    che cammina muovendo
    sei zampe e una coda
    con rugiada.

     

    Su la piazzetta. quanno arivo' er caro, c'erano 'na ventina de persone:
    la nipote der morto, er macellaro, l'ostessa cor droghiere der cantone,
    c'era er curato e quarche ficcanaso che s'erano trovati li' pe' caso.
    Quanno er caro se mise in movimento ie s'affilarno appresso tutti quanti;
    la nipote se mosse co' un lamento, s'asciugo' l'occhi, s'infilo' li guanti
    mentre ognuno sforzava er gargarozzo pe' fa sorti' er rumore d'un singhiozzo.
    Ma tutta st'aria triste e desolata spari' quanno arivorno a la vortata,
    e ognuono aricconto' li fatti sui
    tanto che a un certo punto se parlava de tutto quanto, fora che de lui.
    Fra tutta que la gente spensierata sortanto un cagnoletto camminava
    co n'aria addolorata: era er cane der morto, poveretto!
    Benche' bestia sentiva l'amarezza de perde er su' padrone
    e, forse, se scordava der bastone pe' ricordasse solo ogni carezza.
    Ar camposanto, quanno furno drento, la nipote rideva cor cugino
    e parlaveno der testamento.
    - Povero zio, com'e' stato carino!.. Mi ha fatto erede, erede universale! ..
    Oh, se ci penso mi ci sento male.. mi pare di vedermelo davanti.. -
    Ma appena fu finita la funzione scappo' lei pure, assieme a tutti quanti,
    co' un gran sospiro de sodisfazione.
    Solo quer cane, que la bestia sola, resto' li' malinconico e abbattuto,
    guasi volesse di' quarche parola d'affetto e de saluto.
    E forse fu per freddo o fu per vento dall'occhi, in quer momento,
    'na lagrima sorti' .. casco' pe' tera: e fu la sola lagrima sincera
    "Sulla piazzetta, quando arrivò il carro, c'erano una ventina di persone:
    la nipote del morto, il macellaio, l'ostessa col droghiere del cantone,
    c'era il curato e qualche ficcanaso che s'erano trovati lì per caso.
    Quando il caro se mise in movimento gli andarono dietro tutti quanti;
    la nipote se mosse con un lamento, si asciugò gli occhi, si infilò i guanti
    mentre ognuno sforzava la gola per far uscire il rumore di un singhiozzo.
    Ma tutta quest'aria triste e desolata sparì quando arivarono alla curva,
    e ognuno raccontò i fatti suoi 
    tanto che a un certo punto si parlava di tutto quanto, fuorchè di lui.
    Fra tutta quella gente spensierata soltanto un cagnoletto camminava 
    con l'aria addolorata: era il cane del morto, poveretto!
    Benchè la bestia sentiva l'amarezza di perdere il suo padrone
    e, forse, si scordava del bastone per ricordarsi solo ogni carezza.
    Al camposanto, quando furono dentro, la nipote rideva col cugino
    e parlavano del testamento.
    - Povero zio, com'è stato carino!.. Mi ha fatto erede, erede universale! ..
    Oh, se ci penso mi ci sento male.. mi pare di vedermelo davanti.. -
    Ma appena fu finita la funzione scappò lei pure, assieme a tutti quanti,
    con un gran sospiro di sodisfazione.
    Solo quel cane, quella bestia sola, restò lì malinconico e abbattuto,
    quasi volesse dire qualche parola d'affetto e di saluto.
    E forse fu per il freddo o fu per il vento dagli occhi, in quel momento,
    una lagrima uscì .. cadde a terra: e fu la sola lacrima sincera.

    Questo piccolo d´ippopotamo (meno di un anno) rimasto senza la mamma (a causa dello tsnunami) è stato adottato da una tartaruga (maschio) di circa cento anni .........ogni parola è superflua.
     

     

     

     

     

     

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